| Il CBD è entrato nelle routine skincare. Sieri, creme, oli: la categoria cosmetica è quella che cresce più velocemente nel settore canapa. Ma non tutti i prodotti si usano allo stesso modo, e non tutti promettono cose che la ricerca effettivamente supporta. Partiamo da quello che sappiamo. |
Perché la pelle risponde al CBD
La risposta è meno banale di quanto sembri: la pelle non è un semplice involucro passivo, ha i propri recettori cannabinoidi, in particolare CB1 e CB2, coinvolti nella regolazione di processi locali come l’infiammazione, la produzione di sebo e la risposta allo stress ossidativo, gli stessi meccanismi del sistema endocannabinoide.
È su questa base che l’interesse verso il CBD in cosmetica trova una fondazione scientifica.
Quello che la ricerca dice, e quello che ancora non dice
Le proprietà osservate negli studi disponibili riguardano principalmente tre aree: azione lenitiva e antinfiammatoria su pelli sensibili o irritate, attività antiossidante contro l’invecchiamento cutaneo, e capacità di modulare la produzione di sebo. Uno dei motivi per il quale il CBD viene associato spesso alle pelli acneiche.
La ricerca sul CBD applicato alla cosmetica ha un limite ricorrente: la maggior parte degli studi è condotta in vitro o su campioni ridotti. I risultati sono promettenti, ma la letteratura clinica sull’uso topico è ancora in costruzione.
Questo non significa che i prodotti non funzionino, anzi, significa che aspettarsi effetti miracolosi oppure pensare che qualsiasi crema con il 2% di CBD equivalga a un trattamento medico, è il modo più rapido per rimanere delusi.
Come costruire una routine di skincare

Detersione
Non necessariamente con prodotti al CBD. Un detergente delicato, senza tensioattivi aggressivi, prepara la pelle a ricevere quello che viene dopo, senza alterare il film idrolipidico.
Trattamento
È qui che il CBD in forma concentrata, come siero o olio, ha senso. La concentrazione del CBD all’interno del prodotto conta: prodotti skincare troppo diluiti difficilmente producono un effetto percepibile. Leggere l’etichetta e verificare la percentuale di CBD dichiarata è il minimo. Scopri la linea cosmesi Bongae per confrontare tu stesso le concentrazioni.
Idratazione e protezione
Una crema, con o senza CBD, chiude la routine. Al mattino, la protezione solare va sempre aggiunta, indipendentemente dagli ingredienti botanici presenti nel prodotto.
In base al tipo di pelle
Su pelli miste o acneiche funzionano meglio le texture leggere, non comedogeniche, spesso abbinate a niacinamide o acido salicilico. Su pelli secche o sensibili si preferiscono formulazioni più ricche, in olio o balsamo. Per le pelli mature l’obiettivo è contrastare lo stress ossidativo: sieri ad alta concentrazione, spesso in combinazione con vitamina C o retinolo.
Cosa aspettarsi dopo i trattamenti skincare
Una routine al CBD non produce risultati in una settimana, come non li produce nessun’altra routine di skincare. I benefici, quando presenti, emergono con un uso costante nel tempo.
In presenza di patologie dermatologiche specifiche come ad esempio psoriasi, eczema e dermatite, il confronto con un dermatologo resta il primo passo. Il CBD può affiancare un percorso, non sostituirlo.
Non un ingrediente magico
Il CBD sulla pelle non è, appunto, un ingrediente magico e non è nemmeno l’ennesima moda beauty passeggera. È un attivo con basi scientifiche, anche se ancora parziali, da inserire in una routine coerente, con aspettative realistiche. Sicuramente non sostituisce una skincare equilibrata però è capace di accompagnarla perfettamente. Chi si aspetta risultati immediati o effetti dichiarati senza riscontro nella ricerca rimarrà deluso, la costanza conta più della promessa sull’etichetta.
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