Canapa vs cotone: qual è la fibra più sostenibile?

Una maglietta di cotone e una di canapa possono sembrare intercambiabili ma non lo sono, a partire dal campo in cui sono cresciute ad esempio. Meno acqua, meno pesticidi, più resa per ettaro: sulla carta la canapa vince a mani basse. Approfondiamo maggiormente questo argomento.

Il problema comincia prima del tessuto

L’industria tessile è tra i settori più idro-intensivi al mondo, e il cotone ne è il principale responsabile. Prima ancora di parlare di tintura, lavorazione o trasporto, la differenza tra canapa e cotone si gioca già nel campo, lo stesso principio che vale anche per il biomattone usato in edilizia.

Acqua

La canapa richiede circa la metà dell’acqua necessaria per produrre la stessa quantità di fibra di cotone, in alcune stime, fino a un terzo in meno. In molte aree del mondo il cotone non cresce con le sole piogge: serve irrigazione intensiva, spesso in territori già a stress idrico.

Pestici

Il cotone occupa circa il 2,5% dei terreni coltivabili a livello globale, ma consuma fino al 16-25% di tutti i pesticidi usati nel mondo. La canapa cresce fitta e rapida (fino a qualche centimetro al giorno) e questo le permette di soffocare naturalmente le specie infestanti, riducendo drasticamente il bisogno di trattamenti chimici.

Resa per ettaro

A parità di terreno coltivato, un ettaro di canapa produce indicativamente il doppio della fibra rispetto a un ettaro di cotone. Significa meno suolo utilizzato per ottenere la stessa quantità di tessuto finito.

E dopo il campo?

Qui il confronto si complica. La lavorazione della fibra di canapa in tessuto è più energivora e meno standardizzata a livello industriale rispetto al cotone, che ha filiere consolidate da decenni. È uno dei motivi per cui i capi in canapa costano ancora di più, non si tratta solo di posizionamento.

Qui il confronto si complica. La lavorazione della fibra di canapa in tessuto è più energivora e meno standardizzata a livello industriale rispetto al cotone, che ha filiere consolidate da decenni. È uno dei motivi per cui i capi in canapa costano ancora di più, non si tratta solo di posizionamento.

Cosa guardare quando si sceglie un capo

  • Composizione dichiarata: molti capi e accessori “in canapa” sono in realtà miscele canapa-cotone: verificare la percentuale reale prima dell’acquisto.
  • Provenienza della fibra: la coltivazione europea segue standard più tracciabili rispetto a filiere extra-UE non certificate.
  • Uso previsto: per capi a contatto diretto con la pelle e uso quotidiano, la maggiore traspirabilità e resistenza della canapa fa la differenza nel tempo, non al primo utilizzo. Scopri i tessuti di canapa Bongae per vedere la differenza da vicino.

Non un verdetto assoluto

Sui numeri di campo il divario resta netto e a favore della canapa mentre sulla lavorazione industriale il cotone rimane più maturo ed economico. Non è un verdetto assoluto, appunto, ma una scelta guidata da cosa si sta cercando. Chi cerca durata e minore impatto complessivo ha buone ragioni per orientarsi verso la canapa, in caso contrario c’è sempre il buon vecchio cotone. 

Vuoi scoprire altre curiosità e procedimenti per produrre i tessuti in canapa? Approfondisci l’argomento leggendo quest’altro articolo.


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